Biografia Mario Carbone
Mario Carbone (San Sosti, (CS), 1924 – Roma 2025) è stato fotografo, operatore cinematografico e regista di documentari.
Nel corso della sua lunga attività ha documentato, attraverso fotografia e cinema, le trasformazioni sociali, politiche e culturali dell’Italia del secondo dopoguerra, sviluppando un linguaggio vicino al reportage e al documentario d’inchiesta.
Formazione
Mario Carbone nasce il 12 maggio 1924 a San Sosti, in provincia di Cosenza. Trascorre parte dell’infanzia in Sicilia, a Ficuzza, vicino Corleone, dove il padre lavora come guardia forestale. Dopo la morte del padre, nel 1937, la famiglia rientra in Calabria.
A tredici anni inizia a lavorare nello studio fotografico di uno zio a Cosenza, dove apprende le tecniche di sviluppo, stampa e ritocco. Questo primo apprendistato, sotto la guida del maestro fotografo Giuseppe Malito (Pedace (CS) 1907 – 2002) segna l’inizio di un lungo percorso professionale Dopo la guerra si trasferisce prima a Napoli, dove gestisce uno studio fotografico, e poi a Milano, lavorando nello studio di Elio Luxardo, una delle più importanti realtà fotografiche italiane dell’epoca.
Roma e il cinema documentario
Nel 1955 si stabilisce a Roma, dove avvia la sua attività nel cinema documentario. Qui entra in contatto con l’ambiente artistico della capitale e con gli artisti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, tra cui Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano.
Nel 1960 realizza il suo primo documentario, Inquietudine, dedicato a Franco Angeli. Il film attira l’attenzione di Cesare Zavattini, che lo coinvolge nel progetto collettivo I Misteri di Roma (1963), film-inchiesta che racconta la città nel pieno delle trasformazioni del boom economico.
Documentare la società italiana
Negli anni Sessanta Carbone sviluppa un’intensa attività documentaristica, spesso legata all’attualità sociale e politica. Con la sua cinepresa documenta manifestazioni politiche, lotte operaie, trasformazioni urbane e movimenti studenteschi.
Lavori di questo periodo: Il muro dei giovani (1961), Capelli fuori legge (1962), La città ci è nemica (1962) e Dove la terra è nera (1966), opere che testimoniano le profonde trasformazioni della società italiana nel periodo del boom economico.
Premi e riconoscimenti
Parallelamente alla regia, Carbone lavora come operatore e direttore della fotografia per diversi documentaristi italiani, tra cui Libero Bizzarri, Giuseppe Ferrara e Raffaele Andreassi.
Per la fotografia del film I vecchi (1959) di Andreassi riceve il suo primo Nastro d’Argento. Nel 1964 ottiene un nuovo riconoscimento con il documentario Stemmati di Calabria.
Nel 1967 realizza Firenze, novembre 1966, dedicato all’alluvione della città, premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Fotografia e viaggi
Accanto all’attività cinematografica, Carbone sviluppa una vasta produzione fotografica. Nel 1960 accompagna lo scrittore Carlo Levi in Basilicata per documentare i luoghi di Cristo si è fermato a Eboli. Da questo viaggio nasce una serie di circa 400 fotografie pubblicate nel volume Viaggio in Lucania con Levi (1980).
Nel 1964 si reca in India col regista Giuseppe Ferrara per realizzare due documentari, occasione durante la quale realizza numerose fotografie dedicate alla vita quotidiana nelle città e nei villaggi del paese.
Arte contemporanea e televisione
Verso la fine del 70′, con la moglie Elisa Magri, e con la loro casa di produzione D.A.R.C. (Diffusione Arte Cinematografica) realizza numerosi documentari e programmi televisivi dedicati all’arte contemporanea.
Tra le principali produzioni troviamo la serie didattica Attraverso l’arte moderna, con lavori di 25 minuti, pellicola 16 mm: L’Impressionismo, Il Simbolismo, Cezanne, Van Gogh e Gauguin, ect.
Realizzano inoltre per la Rai Dipartimento Scuola Educazione la serie “Artisti allo specchio“, che comprende 28 documentari sulla vita e le opere di artisti contemporanei. Tra questi ricordiamo Luigi Veronesi, Ugo Attardi, Tano Festa, Mario Schifano, Franco Angeli, Mimmo Rotella, Titina Maselli, Mimmo Paladino, Carla Accardi, Renzo Vespignani, Enrico Castellani, Nino Franchina, Emilio Greco e tanti altri….
Ultimi anni e archivio
Nel corso della sua carriera Carbone documenta eventi culturali, performance artistiche e trasformazioni sociali, utilizzando fotografia e cinema come strumenti complementari di indagine della realtà.
Il vasto archivio fotografico e audiovisivo da lui prodotto rappresenta oggi una testimonianza importante della storia sociale e culturale dell’Italia del secondo Novecento.
Archivio Mario Carbone
Ricordiamo anche che l’Archivio Mario Carbone, creato e custodito con la moglie Elisa Magri, ora curato dal figlio Roberto Carbone rappresenta una preziosa testimonianza della storia sociale e culturale dell’Italia del 900. Al suo interno è conservato un ampio corpus di fotografie e documentari che raccontano con profondità e sensibilità i cambiamenti del Paese. Le sue opere continuano a essere studiate, esposte e proiettate, alimentando il ricordo di un autore che ha saputo interpretare e documentare l’Italia con uno sguardo lucido, empatico ed attento al senso umano dei fatti.
Tematiche nuove per l’epoca
Carbone ha rivolto il suo sguardo ad altri soggetti di interesse sociale, per l’epoca estremamente innovativi: la malattia mentale, l’handicap, l’emarginazione, l’inquietudine dei giovani, i primi movimenti gay, reportage di attualità, gli effetti sociali di catastrofi naturali.
La questione contadina e della migrazione
Durante la sua lunga vita artistica si è occupato soprattutto di temi sociali, tra cui: la questione contadina (soprattutto nel Sud Italia e nelle lotte per la terra) e l’emigrazione italiana verso nuovi paesi.
I Movimenti operai e studenteschi
Negli anni Sessanta sviluppa un’intensa attività documentaristica, spesso legata all’attualità sociale e politica. Collabora con la società di produzione Unitelefilm e documenta varie manifestazioni politiche, lotte operaie e movimenti studenteschi
