Incontro con Mario Carbone: ‘Non fotografavo Zavattini o Fellini, pur lavorandoci insieme.

di | Mar 18, 2026 | Articoli

Incontro con Mario Carbone: ‘Non fotografavo Zavattini o Fellini, pur lavorandoci insieme.

Giornale Online diretto da Antonietta Catanese (Giornalista professionista)

Reggio Calabria

La gente comune il mio soggetto preferito. Dal mio archivio vorrei nascesse un libro fotografico come quello su Matera e su Levi del 1960’

20 Ott 2018 | di Antonietta Catanese |

Il grande fotografo e regista, gia' Leone D’argento a Venezia, si racconta a Quellochenonho e annuncia: ‘Ho deciso di vendere 52 scatti del reportage in Lucania con Carlo Levi. La fotografia? Non finira' mai di vivere. 

“Incontrare” Mario Carbone significa entrare in un secolo di immagini popolate di persone, di fatti, di atmosfere: il suo “occhio” – sensibile alla luce, ai volti, alle mani della gente autentica – ha aperto “finestre” su storie che sono oggi un patrimonio inestimabile: decine di documentari, migliaia di fotografie, al fianco di Cesare Zavattini e Carlo Levi, nei luoghi in cui girava Federico Fellini, nella Roma del grande cinema e delle avanguardie, con poeti scrittori pittori, e in prima linea durante le rivolte degli studenti nel ‘68, nelle fabbriche degli scioperi nel Nord Italia e nelle campagne dei picconi alzati al cielo tra il Sud e le Isole, come pure sulle rive dell’Arno esondato del 1966. Una vita condivisa, in arte e in amore, con la moglie artista e gallerista Elisa Magri, scomparsa di recente.

Quando gli confesso la voglia di subissarlo di domande, il Maestro ride di gusto. Si schermisce, ricordandomi con candore e dolcezza i suoi 94 anni. Tuttavia l’energia che sprigiona da quella voce ferma, lucida, e dalla sua predisposizione all’ascolto, ne consegnano – da questa parte della “cornetta”– la tempra forte e tersa che emana dalle sue stesse fotografie.

Sarà per questo che Carbone ama così tanto la sua “genuina” San Sosti, la cittadina calabrese adagiata sul Pollino che gli diede i natali, con le sue vette e la sua aria pulita, dove – come ogni anno – il prossimo 4 novembre farà ritorno per la quarta edizione del Concorso fotografico internazionale a lui dedicato e ideato dal fotografo e videomaker Giuseppe D’Addino. In quella occasione lo scrittore Nicola Coccia presenterà la nuova edizione del suo “L’arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti” ( Edizioni Ets), testo vincitore, nel 2016, del premio Levi ad Aliano. Il volume contiene un nuovo capitolo dedicato proprio a Mario Carbone e al suo lavoro realizzato tra i Sassi con il grande scrittore e pittore torinese.

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Dettagli

Articolo di Antonietta Catanese

Oggi a 100 anni Mario Carbone è più presente che mai, e soprattutto ricorda ancora tutto questo con una lucidità fuori da ogni possibile immaginazione. Un evento per il mondo della fotografia.

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Ma chi è Mario Carbone-fotografo?

Mario Carbone ha vissuto ogni suo giorno dietro un obbiettivo: ha fotografato Guttuso, lavorato con Cesare Zavattini. Carlo Levi lo conobbe in casa della figlia di Umberto Saba e, tra via Margutta e Piazza del Popolo dove visse a lungo, fu tra i protagonisti del grande cinema italiano. Una vita tra le stelle, ma con il riserbo che anche oggi lo connota. Nel 1967 conquisterà il Leone D’Argento alla Biennale di Venezia con il suo “Firenze, novembre 1966”, prodotto da Elisa Magri, confezionato da Carbone con i testi di Vasco Pratolini letti da Giorgio Albertazzi.

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