“Mario Carbone: il fotografo con la macchina da presa”
Mostra fotografica convegno “Mario Carbone: il fotografo con la macchina da presa”
Presentato da Giuseppe D'Addino, 28 marzo 2026
IV Rassegna del Docufilm e dei Beni Culturali, a cura di Ass.ne Movendo Lux e Itineraia Bruttii Onlus (ingresso libero)
Il documentario “Mario Carbone, il fotografo con la macchina da presa”, con regia di Giuseppe D'Addino racconta la storia politica, sociale, culturale e artistica italiana dalla fine degli anni Cinquanta in poi, il documentario si sviluppa attraverso il punto di vista di Mario Carbone, fotografo e documentarista che ne è stato testimone e ha fatto dell’osservazione diretta la sua professione. Dal viaggio con Carlo Levi in Lucania nel 1960 alle prime immagini dell’alluvione di Firenze del 1966, dal terremoto del Belice del 1968 alla manifestazione studentesca di Valle Giulia, Mario Carbone opera con la macchina da presa e con quella fotografica in quello che egli stesso definisce “un modo intuitivo, spontaneo e non meditato”.
Ha vissuto da protagonista gli anni del secondo dopo guerra, della rivoluzione industriale, del benessere e della povertà, dell’arte contemporanea, documentandoli in innumerevoli opere, in una storia che parla per immagini. Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con importanti esponenti del mondo letterario e cinematografico italiano come Carlo Levi, Vasco Pratolini, Mario Soldati, Cesare Zavattini, Cecilia Mangini, Luigi Di Gianni, Giuseppe Ferrara e Libero Bizzarri.
Dagli anni 50 in poi è stato a stretto contatto con i rappresentanti del movimento artistico della “Scuola di Piazza del Popolo”, documentando le opere di artisti quali Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa, Francesco Lo Savio, e poi di Mimmo Rotella e Aldo Turchiaro.
La sua ricerca si è sempre rivolta verso gli uomini semplici, i contadini, i vecchi e i bambini e non è mai venuto meno al suo ruolo specifico di documentarista sia con l’uso della macchina fotografica che con la cinepresa. Questo documentario intende raccogliere e rendere note testimonianze e dettagli da lui raccolti – con “la nota ma non sufficientemente celebrata attività di documentarista – che rappresentano una parte importante del patrimonio storico e culturale calabrese e del meridione in generale, così vicino e così dimenticato.
Dettagli
“Mario Carbone: il fotografo con la macchina da presa”
Genere: documentario biografico, autore: Giuseppe D’Addino, Durata: 55′, Formato: 16:9, 1080/25P, Anno: 2012
Consulenza: Silvia Lelli, antropologa
Ma chi è Mario Carbone fotografo-documentarista?
Mario Carbone ha vissuto la sua vita sempre dietro un obbiettivo: ha fotografato Guttuso, lavorato con Zavattini. Carlo Levi lo conobbe in casa della figlia di Umberto Saba nei pressi di Piazza del Popolo dove visse a lungo, fu tra i protagonisti del grande cinema italiano. Una vita tra fotografie e documentari ma con il riserbo che da sempre lo connota. Nel 1967 conquisterà il Leone D’Argento alla Biennale di Venezia con il suo “Firenze, novembre 1966”, prodotto da Elisa Magri, confezionato da Carbone con i testi di Vasco Pratolini letti da Giorgio Albertazzi.

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